Angiografo Perrino di Brindisi

Aneurisma dell’aorta: all’ospedale Perrino arriva angiografo di ultima generazione

Acquistati anche una risonanza magnetica nucleare e una Tac. Nei giorni scorsi, le macchine sono state installate nei locali del presidio e il personale è stato formato per l’utilizzo delle apparecchiature

BrindisiReport24 settembre 2021

BRINDISI – Un angiografo biplano, una risonanza magnetica nucleare e una Tac sono i nuovi strumenti ad alta tecnologia a disposizione dei sanitari dell’ospedale Perrino. Nei giorni scorsi, le macchine sono state installate nei locali del presidio e il personale è stato formato per l’utilizzo delle apparecchiature.null

“L’acquisizione del nuovo angiografo – spiega il direttore sanitario del Perrino, Antonio Trinchera – rappresenta un tassello dell’ambizioso progetto messo a punto dall’amministrazione in questi anni, con la consapevolezza che la buona sanità si basi sulla triade organizzazione, professionalità e strumentazione. La Asl di Brindisi può contare su tanti professionisti e stiamo individuando le soluzioni per ottimizzare l’aspetto organizzativo: ora gli sforzi si stanno concentrando sul rinnovo del parco strumentale dell’ospedale”. 

Al blocco operatorio, ad esempio, sono arrivati nuovi letti e lampade scialitiche. “L’angiografo – prosegue Trinchera – è di ultimissima generazione: è dotato di un’intelligenza artificiale robotizzata e di un software che consente di utilizzare immagini esterne, ad esempio della Tac. Lo strumento è detto biplano poiché i due detettori, la parte della macchina che acquisisce le informazioni e sintetizza i risultati diagnostici, sono opposti e restituiscono immagini non più in due dimensioni ma tridimensionali, consentendo al chirurgo di avere un quadro completo della situazione. Inoltre, funziona in assenza o con pochissimo mezzo di contrasto per sottoporre il paziente alle minori radiazioni possibili. Poter contare su una simile macchina, che a breve sarà disponibile dopo le operazioni di collaudo, significa avere più innovazione, efficienza, affidabilità e precisione”.

Si è conclusa da poco, poi, la formazione degli operatori che utilizzeranno l’angiografo: il percorso ha visto coinvolti circa 70 professionisti, soprattutto i tecnici radiologi ma anche gli infermieri della sala operatoria, quelli di Anestesia, i chirurghi vascolari, i cardiologi e gli infermieri di Emodinamica cardiologica.

Paola Adelaide De Biasi, coordinatrice infermieristica del blocco operatorio, sottolinea che “l’angiografo è una macchina che permette di ottenere immagini qualitativamente migliori per lo studio intraoperatorio degli aneurismi endovascolari e che consente l’intervento in tempi brevi e con un minor dosaggio di radiazioni. L’angiografo può funzionare solo con la sinergia di tutti gli operatori sanitari in un contesto di lavoro multidisciplinare. Grazie a queste innovazioni, possiamo garantire maggiore velocità e ancora più sicurezza nelle indagini”.

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