La missione Exomars è partita: alle 10:31 italiane nella base russa di Baikonur, nel Kazakistan, si sono accesi i motori del razzo Proton, sul quale si trovano la sonda che per sette anni resterà nell’orbita marziana e il modulo di discesa che porta il nome dell’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli. Quando la sonda lo rilascerà, in ottobre, il modulo comincerà una spettacolare discesa attraverso l’atmosfera marziana, imbattendosi in una tempesta di sabbia, e sarà il primo veicolo italiano a posarsi su Marte.

Tutto procede regolarmente in queste prime, delicatissime fasi che seguono il lancio. Dalla navicella si è separato il secondo stadio del razzo: “Breeze-M darà tre ulteriori spinte nelle prossime ore per dare velocità alla navicella Tgo”, serviranno, spiega l’Esa, “ad imprimerle la velocità necessaria per il suo viaggio verso Marte”. Il prossimo appuntamento è previsto per il 19 ottobre, quando la sonda dovrebbe entrare nell’orbita marziana. Alle 22.28, intanto, il segnale è stato acquisito dalla base dell’Agenzia Spaziale Italiana in Kenya, a Malindi, Era uno dei momenti più attesi perché significa che la sonda è nella giusta traiettoria per Marte. Da Malindi il segnale è stato inviato in Germania, nel centro dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) di Darmstadt, che ha preso il controllo della missione.

Nata dalla collaborazione fra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e quella russa Roscosmos, ExoMars, che segna il ritorno dell’Europa su Marte a dodici anni dal lancio di Mars Express, è organizzata in due fasi: la prima, partita oggi, con la sonda e il modulo Schiaparelli per cercare tracce della presenza di vita presente o passata, come il metano, e anche per dimostrare la capacità dell’Europa di riuscire ad atterrare su Marte. Uno degli aspetti chiave della missione è infatti quello di acquisire e mostrare la capacità e la tecnologia europea per atterrare sul pianeta rosso ed esplorarne la superficie con un apposito rover capace di analizzare anche il sottosuolo, prelevare campioni e compiere analisi “in diretta”.

La sonda consentirà le comunicazioni con la Terra sia in questa prima fase, sia nella seconda fase, prevista nel 2018 con un rover che si sposterà su Marte e ne perforerà il suolo fino alla profondità di due metri con un trapano italiano. E subito sono arrivati i complimenti del presidente del Consiglio: su twitter Matteo Renzi ha scritto “questa è l’Europa che ci piace. E l’Italia di cui siamo orgogliosi”.